
La sindrome di Highlander, o dell’immortalità è una malattia caratterizzata da una spiccata competizione, autostima e sensazione di benessere che colpisce, prevalentemente, i soggetti over 40 anni. Viene così chiamata riferendosi al titolo di un film degli anni ’80 che narrava le gesta di un uomo immortale.
Questa malattia nasce dall’eccesso di sforzo e attività sportiva a cui alcuni soggetti anziani si sottopongono pur di non rinunciare allo sport; in particolare, sono più esposti al rischio di tale malattia le persone sedentarie e tutti quegli atleti che in età giovanile hanno praticato attività sportiva con assiduità o a livello professionistico o semi-professionistico, ma che hanno abbandonato tale attività per un lungo periodo di tempo.
La sindrome di highlander interessa non solo l’apparato muscolo-scheletrico ma anche, l’apparato cardio-circolatorio e respiratorio, con conseguenze sulla salute spesso anche gravi, quali aritmie, fratture scheletriche, aumento del rischio ischemico.

La causa eziopatogenica di questa sindrome risiede soprattutto negli atleti che hanno intrapreso tardivamente, anche se con estremo impegno, l’attività sportiva, nell’euforia del ritrovato benessere fisico cui segue, frequentemente, proprio lo stato mentale e fisico definito come “sindrome di highlander o dell’immortalità”.
Negli individui colpiti da questa sindrome si creano sia la convinzione che l’esercizio fisico possa preservare da qualsiasi stato patologico, sia la tendenza a minimizzare sintomi e fattori di rischio pregressi o attuali. In pratica è l’eccesso di stima delle proprie capacità fisiche e mentali che porta a questa sindrome: spesso, infatti, i soggetti, siano essi sedentari o ex-atleti professionisti o semi-professionisti, tornano all’attività sportiva ,dopo un lungo periodo di inattività o di attività fisica saltuaria, spinti dal forte desiderio di tornare ad una migliore performance fisica o di eguagliare le prestazioni sportive espresse in età giovanile. Tutto questo senza consultare il proprio medico o un medico sportivo e senza sottoporsi, soprattutto se over 50, a tutti quegli esami di routine necessari per accertare le completa idoneità fisica ad una attività sportiva intensa e frequente.
Pertanto, come suggerito dagli specialisti in medicina sportiva e anche dai medici di famiglia, per evitare questa sindrome, che si ricorda può essere pericolosa per la propria salute, è necessario che i soggetti seguano i suggerimenti del proprio medico, e, soprattutto, per gli individui anziani con alle spalle una vita sedentaria, diano inizio alla propria attività sportiva in centri sportivi attrezzati, seguiti da un allenatore o meglio da un fisioterapista..
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