L’iniezione e l’infiltrazione locale
(intrarticolare) di corticosteroidi ha un effetto potente
sui sintomi causati dall’infiammazione delle strutture
sinoviali, tuttavia il ruolo di queste sostanze nel trattamento
delle tendinopatie rimane controverso.
È importante ricordare che dopo un’iniezione
di corticosteroidi il tendine è a maggior rischio
di rottura, se non viene quanto prima irrobustito.
I corticosteroidi devono essere diluiti con anestetici
e il trattamento deve essere seguito da 1-6 settimane
di riposo e da un programma di riabilitazione prima del
rientro in attività.
L’uso di corticosteroidi è controindicato
prima di una gara, nelle fasi acute, nelle fasi croniche
quando la degenerazione del tendine è già
avanzata.
I diversi corticosteroidi disponibili presentano differente
potenza e solubilità, quest’ultima inversamente
correlata alla durata d’azione: metilprednisolone
acetato per esempio rimane nel plasma per circa 16 giorni
dopo iniezione periarticolare.
Farmaci a durata d’azione più breve (idrocortisone
e metilprednisolone) sono indicati per infezioni dei tessuti
molli, in quanto presentano una minore incidenza di effetti
collaterali.
I
farmaci
I corticosteroidi generalmente impiegati sono:
°Triamcinolone acetonide
°Metilprednisolone acetato
°Idrocortisone
Effetti collaterali
Sistemici
°Arrossamento al viso
°Sanguinamento uterino pre- e post-mestruale
°Peggioramento del controllo glicemico nei diabetici
°Anafilassi
Locali
°Dolore post-iniezione
°Atrofia sottocutanea
°Sanguinamento nel sito di iniezione
°Artropatia steroidea
°Rottura tendinea o atrofia
°Infezioni articolari